Kiter freestyle in fase di stacco sganciato sulla laguna di Ilha do Guajiru al tramonto, acqua increspata dal chop, Mondiale Freestyle GKA 2026

Mondiale Freestyle GKA 2026: Chabloz e Kajiya campioni del mondo a Ilha do Guajiru

  • Tempo di lettura: 9 minuti

Il Mondiale Freestyle GKA 2026 ha i suoi campioni. Sulla laguna di Ilha do Guajiru, nello stato brasiliano del Ceará, dal 21 al 24 ottobre si è chiusa la stagione del GKA Freestyle Kite World Tour: Maxime Chabloz conquista il titolo maschile con un Double Half Cab chiuso all’ultimo tentativo della semifinale e completa l’opera vincendo anche la tappa, mentre Bruna Kajiya firma una stagione perfetta, tre vittorie su tre, e si mette in bacheca il settimo titolo mondiale della carriera davanti al pubblico di casa.

Una finale che sulla carta prometteva un duello all’ultimo trick e che invece è stata condizionata da un’assenza pesante, da condizioni di gara tutt’altro che ideali per il freestyle. Ecco il report completo, le classifiche finali e il nostro punto sulla stagione.

Ilha do Guajiru, l’ultimo atto del Mondiale Freestyle GKA 2026

Il circuito GKA mancava da Ilha do Guajiru dal 2020 e nel frattempo lo spot è cresciuto molto. Al via si sono presentati 24 rider nel tabellone maschile e 14 in quello femminile, con i titoli iridati ancora da assegnare in entrambe le categorie. Come avevamo raccontato nella nostra presentazione della finale brasiliana, la vigilia vedeva gli uomini divisi da un clamoroso pareggio in vetta e le donne con Bruna Kajiya a un passo dal titolo.

Il Brasile ha schierato una delle squadre più forti mai viste sul tour: il ritorno alle gare della leggenda Carlos Mario dopo diverse stagioni lontano dalle competizioni, insieme a Davi Ribeiro, Erick Anderson, Pedro Alexandre, João Lucas e a un gruppo di wild card locali. Nel femminile, accanto alle protagoniste affermate come Kajiya, Claudia León e Francesca Bagnoli, si è presentata una nuova ondata di giovani rider.

Podio del Mondiale Freestyle GKA 2026 a Ilha do Guajiru: Maxime Chabloz e Bruna Kajiya campioni del mondo con trofei e tavole da kitesurf

L’assenza di Finn Flügel spegne il duello per il titolo maschile

Prima di arrivare in Brasile la classifica maschile era in perfetta parità: Finn Flügel e Maxime Chabloz appaiati a 1.770 punti, il tedesco vincitore in Messico e terzo a Borkum, lo svizzero terzo in Messico e vincitore in Germania. Tutto lasciava presagire una finale da cardiopalma, con il titolo deciso heat dopo heat.

Invece il campione del mondo in carica non è riuscito a raggiungere il Brasile, rinunciando di fatto alla difesa del titolo e lasciando la corona aperta. Un’assenza che ha inevitabilmente tolto pathos alla gara maschile: la sfida più attesa della stagione non si è mai giocata e la corsa al titolo si è ridotta a Chabloz contro gli inseguitori, Arthur Guillebert, Davi Ribeiro e Karim Mahmoud, tutti costretti a sperare in un passo falso dello svizzero.

Gara maschile: il report di Ilha do Guajiru

Round 1 e 2: Dorotini infiamma Hura Beach, Carlos Mario fuori per 0,27

Fin dal primo heat è stato chiaro che i rider erano venuti per dare spettacolo. Davi Ribeiro ha vinto una sfida tutta brasiliana davanti a Erick Anderson e Carlos Mario, ma la scena se l’è presa Matteo Dorotini: trick in powered uno dopo l’altro per 31,13 punti, il totale più alto del round davanti al pubblico di Hura Beach. Anche il brasiliano João Lucas ha fatto esplodere i tifosi di casa battendo Gianmaria Coccoluto con 29,00 punti, mentre Maxime Chabloz ha fatto il suo dovere vincendo l’heat 8 e volando direttamente al terzo turno.

Il secondo round, con i soli primi due di ogni heat qualificati, ha offerto una seconda possibilità. Erick Anderson l’ha sfruttata con 22,37 punti e Coccoluto si è riscattato vincendo il proprio heat. Si è invece fermato qui il ritorno di Carlos Mario, battuto al termine di un testa a testa con il messicano Anthar Racca deciso da appena 0,27 punti.

Round 3: Ribeiro e Guillebert fuori, la corsa al titolo si restringe

Il terzo turno è stato un concentrato di colpi di scena. Il primo ha gelato la spiaggia: Davi Ribeiro è stato eliminato per non aver completato una delle categorie di trick obbligatorie, un’uscita dolorosa per l’idolo di casa. Racca e il giapponese Hironobu Nakano hanno preso i due posti in semifinale, con Benedek Szente eliminato.

Nell’heat successivo si sono spente le speranze iridate di Arthur Guillebert: Coccoluto e Dorotini, entrambi davanti al francese, hanno staccato il pass per la semifinale, mentre è uscito anche Pierfrancesco Rizzello. Karim Mahmoud, al contrario, ha guidato con grande aggressività e si è qualificato insieme a Erick Anderson, tenendo vive le sue residue chance di titolo; eliminati Leo Verrecchia e Valentin Garat.

L’ultimo heat del round ha fatto esplodere Hura Beach. Pedro Alexandre ha disputato la manche della vita, conquistando la sua prima semifinale in carriera. Chabloz è partito male, ma ha recuperato e si è qualificato insieme al brasiliano. Serata amara invece per João Lucas, infortunatosi al primo tentativo e costretto al ritiro, mentre è uscito anche Einar Saad. A quel punto la corsa al titolo era ridotta a due nomi: Mahmoud e Chabloz.

Semifinali: la Double Half Cab che vale il titolo di Chabloz

Nella prima semifinale Anthar Racca ha preso subito il comando, seguito a ruota da Erick Anderson. Dorotini ha lottato per risalire, mentre Pedro Alexandre ha accumulato diverse cadute ed è scivolato indietro. Racca e Anderson hanno continuato a chiudere trick puliti e potenti, conquistando la finale; per Dorotini e Alexandre la gara si è fermata qui.

La seconda semifinale portava con sé tutto il peso del titolo: un posto in finale avrebbe consegnato a Chabloz il Mondiale 2026. Mahmoud è partito forte, con una Blind Slim to Blind quasi perfetta da 9,4 punti che lo ha portato in testa. Con Nakano attardato, la battaglia per i primi due posti si è ristretta a Coccoluto, Mahmoud e Chabloz, con lo svizzero terzo e il tempo che scorreva.

Tutto si è deciso all’ultimo giro di tentativi. Sotto enorme pressione, Chabloz ha stompato una Double Half Cab che lo ha issato al secondo posto proprio sul filo di lana: finale conquistata e, con essa, il titolo di Campione del Mondo GKA Freestyle 2026. Mahmoud lo ha accompagnato in finale, mentre per Coccoluto e Nakano l’evento si è chiuso qui. Per i colori italiani resta il bilancio positivo di due semifinalisti, Dorotini e Coccoluto, entrambi quinti a pari merito.

Finale maschile: lo Slim 7 che regala a Chabloz anche la tappa

La finale ha messo di fronte Chabloz, Mahmoud, Racca e Anderson. Tutti e quattro sono partiti forte e a metà heat i giochi erano ancora aperti, con trick di alto livello e punteggi pesanti da ogni parte. Anderson ha iniziato a perdere terreno, mentre gli altri tre sono rimasti appaiati fino in fondo.

Ancora una volta è stato l’ultimo giro a fare la differenza: Chabloz ha chiuso uno Slim 7, la variante a 720 gradi della famiglia Slim, che lo ha portato al primo posto per una frazione di punto. Vittoria di tappa a coronare il titolo appena conquistato. Mahmoud si è dovuto accontentare del secondo posto, comunque il miglior risultato della sua carriera, davanti a Racca e Anderson.

Gara femminile: Bruna Kajiya senza rivali

Nei primi turni femminili il vento è salito e tutta la flotta ne ha risentito. Tra le nuove protagoniste la migliore è stata la francese Phoebe Rocher, autrice di un primo heat di grande qualità che ha dimostrato quanto sia profonda la nuova generazione del freestyle femminile. Anche Francesca Bagnoli e Naïs Balbinot hanno interpretato bene le condizioni difficili, mentre Claudia León ha firmato il trick con il punteggio più alto del terzo round, qualificandosi per la semifinale.

Il quarto round ha offerto una seconda chance a Bagnoli e a Matilda Roux, che l’hanno sfruttata alzando il livello e conquistando la semifinale. Gli ultimi due posti sono andati a Maria Novikova e Taisia Safronova. In semifinale Bagnoli e León hanno guidato al massimo del loro potenziale, mentre Kajiya aveva un solo obiettivo: entrare in finale con il titolo a portata di mano. Missione compiuta, con Phoebe Rocher a prendersi l’ultimo posto disponibile.

L’ultimo heat dell’evento e della stagione è stato proprio la finale femminile. Kajiya ha preso subito il comando con una serie di trick solidi e un’esecuzione pulitissima, rendendosi praticamente irraggiungibile. Nell’ultimo giro León è salita al secondo posto, Rocher, alla sua prima finale in carriera, ha chiuso terza e Bagnoli quarta. Per Bruna Kajiya è vittoria di tappa e settimo titolo mondiale, conquistato sulle acque di casa.

Il commento PKR: un dominio che non ha alternative

Il titolo femminile era di fatto già nelle mani di Kajiya prima ancora di arrivare in Brasile, dopo le vittorie in Messico e in Germania. A Ilha do Guajiru la brasiliana ha vinto a mani basse, chiudendo la stagione a punteggio pieno: 3.000 punti su 3.000. Claudia León è stata l’unica a tenere il passo con continuità, seconda in tutte e tre le tappe, ma il divario resta netto.

Quello che colpisce, guardando le gare, è che nonostante l’età ormai avanzata per un’atleta di vertice, il freestyle femminile oggi non sembra offrire alternative al predominio di Bruna Kajiya. Le giovani come Phoebe Rocher stanno crescendo, ma il gap tecnico e di esperienza è ancora ampio. Se Kajiya continuerà a questi livelli per qualche altra stagione, sarà lei a decidere il destino del titolo, senza dover affrontare troppi ostacoli.

Video Highlights | Ilha do Guajiru 2026

I podi del Mondiale Freestyle GKA 2026

Podio tappa di Ilha do Guajiru

  • Maschile: 1° Maxime Chabloz (SUI), 2° Karim Mahmoud (EGY), 3° Anthar Racca (MEX)
  • Femminile: 1° Bruna Kajiya (BRA), 2° Claudia León (ESP), 3° Phoebe Rocher (FRA)

Podio Campionato del Mondo Freestyle 2026

  • Maschile: 1° Maxime Chabloz (SUI), 2° Karim Mahmoud (EGY), 3° Davi Ribeiro (BRA)
  • Femminile: 1° Bruna Kajiya (BRA), 2° Claudia León (ESP), 3° Martyna Konkel (POL)

Classifiche finali Mondiale Freestyle GKA 2026: la top 10

Il campionato si è giocato su tre tappe: Nuevo Nayarit (Messico), Borkum (Germania) e Ilha do Guajiru (Brasile). Nelle tabelle i punti conquistati in ciascuna prova e il totale finale.

Classifica maschile

Pos.RiderMessicoGermaniaBrasileTotale
1Maxime Chabloz770100010002.770
2Karim Mahmoud5807008702.150
3Davi Ribeiro5808704201.870
4Arthur Guillebert8705804201.870
5Finn Flügel100077001.770
6Hironobu Nakano4205005001.420
7Leo Verrecchia7004202801.400
8Anthar Racca50007701.270
9Matteo Dorotini05805801.160
10Gianmaria Coccoluto05005801.080
Top 10 maschile GKA Freestyle 2026. Ribeiro e Guillebert chiudono a pari punti: il terzo posto va a Ribeiro secondo i criteri di spareggio GKA.

Classifica femminile

Pos.RiderMessicoGermaniaBrasileTotale
1Bruna Kajiya1000100010003.000
2Claudia León8708708702.610
3Martyna Konkel7705004201.690
4Naïs Balbinot5805803501.510
5Francesca Bagnoli07007001.400
6Kaya Lehmann07705801.350
7Matilda Roux05005001.000
8Phoebe Rocher00770770
9Alina Ungeheuer0420350770
10Aleksa Sanchez70000700
Top 10 femminile GKA Freestyle 2026.

Un Mondiale da tre tappe: forse troppo poche

Archiviati i titoli, resta una riflessione sul format. Anche il Mondiale Freestyle GKA 2026 si è giocato su sole tre tappe, e non tutti gli atleti in grado di puntare alla vittoria hanno partecipato a tutte le prove. Le classifiche lo dicono chiaramente:

  • Finn Flügel, a pari punti con Chabloz alla vigilia, ha saltato la finale brasiliana ed è scivolato al quinto posto.
  • Matteo Dorotini e Gianmaria Coccoluto non hanno preso parte alla tappa messicana, chiudendo comunque in top 10.
  • Anthar Racca, terzo in Brasile, era assente in Germania.
  • Nel femminile Francesca Bagnoli e Kaya Lehmann hanno perso la prima tappa, mentre Phoebe Rocher ha corso solo in Brasile.

Con così pochi appuntamenti, una singola assenza pesa quanto un intero terzo di stagione e finisce per falsare la lettura dei valori in campo. È stato un campionato un po’ strano, con un epilogo meno avvincente di quanto meritassero gli atleti e il pubblico. L’auspicio è che il 2027 porti un calendario più ricco e strutturato, con più tappe e la presenza costante dei migliori, perché il freestyle ha bisogno di continuità per crescere.

Conclusioni

Ilha do Guajiru consegna al freestyle due campioni dal profilo diverso: Maxime Chabloz, capace di trovare il trick giusto nel momento di massima pressione sia in semifinale sia in finale, e Bruna Kajiya, ancora una volta di un altro livello. Tra le note positive le prestazioni di Karim Mahmoud, al miglior risultato in carriera, di Anthar Racca e della giovane Phoebe Rocher, oltre alla bella prova degli italiani Dorotini, Coccoluto e Bagnoli. Ora l’attenzione si sposta sul 2027, con la speranza di una stagione più lunga e di un duello Chabloz-Flügel finalmente giocato fino all’ultimo heat.

Photo: GKA Kite World Tour

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