Le origini del kitesurf ed i materiali usati dai pionieri nel 1998 alle isole Hawaii – Analisi tecnica
I primi prototipi di kitesurf risalgono al 1998, anno in cui un gruppo di pionieri, ha iniziato a sperimentare le prime rudimentali attrezzature, nelle acque delle isole Hawaii.
Questo video documenta la nascita del kitesurf come nuovo sport acquatico, cattura i momenti in cui gli atleti entrano in acqua e ci offre uno sguardo da vicino sulle attrezzature, dandoci l’opportunità di analizzarle nel dettaglio. Rappresenta una testimonianza del lungo cammino che è stato fatto, in poco più di vent’anni, in termini di sviluppo e innovazione delle tecnologie e dei sistemi di sicurezza.
Le case produttrici hanno investito tempo e risorse per aumentare il livello di performances, la qualità del divertimento e soprattutto la salvaguardia dei riders.
Le origini del kitesurf – Video del 1998
Vediamo cosa e come è cambiato il kitesurf dal 1998 ai giorni nostri
Il primo modello di attrezzatura da kitesurf che ha fatto il suo ingresso in acqua è un kite costruito da Wipica, un’ala a cinque struts e due sole linee. La barra, se così può essere definita, è priva sia del sistema de-power che di qualsiasi altro meccanismo di sicurezza. Questo, inevitabilmente, si ripercuote sull’incolumità del kiter, in caso di malfunzionamenti o di situazioni pericolose. La tavola, verosimilmente derivata dal surf da onda, è mono-direzionale e dotata di straps.
La forma dei kite a 2 linee collegati senza sistema di briglie

Il design del kite particolarmente chiuso, lo rende molto simile a un palloncino. La forma dell’ala risente della presenza dei due soli cavi collegati all’estremità della vela. Tale struttura rende il kite capace di resistere alle sollecitazioni.
La barra di controllo a 2 linee
È fondamentale comprendere come una barra con due linee soltanto non consenta di regolare il de-power. Ciò costringeva i primi kiter a gestire la potenza del kite, variandone unicamente la sua posizione nella finestra di volo. Ricordate quando l’istruttore, durante il corso base di kitesurf, vi intimava di lasciare la barra per depotenziare la vela? Ebbene, per i primi rider che avevano a disposizione solo questa prima strumentazione rudimentale, tale azione era impossibile.
Il secondo modello di attrezzatura ad entrare in acqua, mostra già dei passi avanti
Nello specifico, si osserva un’evoluzione della barra, che assume una forma arcuata e l’aggiunta di una linea centrale supplementare. Questa modifica, tuttavia, non introduceva ancora il sistema di de-potenziamento. La tavola rimane mono-direzionale, sottile e lunga, equipaggiata con quattro strap: due anteriori e due posteriori.
Il terzo modello è costituito ancora una volta da un kite a cinque strut e con forma a palloncino, abbinato ad una tavola mono-direzionale. Si nota la difficoltà del kiter nell’entrare in acqua senza la possibilità di de-potenziare il kite. La situazione potenzialmente pericolosa, data la presenza di scogli sottovento, non facilita le cose.
Le prime tavole da kitesurf bi-direzionali

Il quarto e ultimo rider mostrato nel video introduce un’importante innovazione a livello di tavola: un modello bidirezionale dotato di boots. Per quanto riguarda il kite, non si notano differenze significative rispetto ai modelli precedenti. La difficoltà del rider nell’entrare in acqua persiste, ed è dimostrata dall’ingresso in body drag con tanto di tavola ai piedi. Un ulteriore livello di difficoltà è dato dalla trazione del kite che viene scaricata interamente sulle braccia del kiter, a causa dell’assenza sul trapezio di un aggancio per la barra, cosa che abbiamo invece ai giorni nostri.
Conclusione
L’analisi di questo video, ci permette di evidenziare la rapida evoluzione tecnologica avvenuta negli ultimi 25 anni nel mondo del kitesurf. Un ringraziamento speciale va a tutte le case produttrici per essersi impegnate nella ricerca e sviluppo dei materiali. È grazie al loro lavoro che oggi possiamo godere di attrezzature più sicure, performanti e divertenti.
Indubbiamente il video ci ha ricordato perché il kitesurf sia stato classificato sin dalle sue origini come sport estremo, ma ci fa anche riflettere sull’adeguatezza o meno di questa classificazione ai giorni nostri, vista l’avanzata tecnologia dei materiali disponibili.
Cosa ne pensate?




