Cronaca tecnica completa della seconda tappa Surf-Freestyle del GWA Wingfoil World Tour 2026: quattro giorni di Poniente su Valdevaqueros
Ci sono spot che non hanno bisogno di presentazioni, e Tarifa è uno di questi. Dal 24 al 27 giugno 2026 la capitale europea del vento ha ospitato la settima edizione del Tarifa Wing Pro, seconda tappa Surf-Freestyle del GWA Wingfoil World Tour 2026, e ha consegnato agli archivi uno degli eventi più intensi della stagione: un vincitore che non ha lasciato spazio a discussioni, una finale femminile ribaltata all’ultimissimo trick e una nuova generazione di rider — teenager, in molti casi poco più che bambini — che ha ufficialmente preso il comando della disciplina.
In acqua sono scesi 28 uomini e 19 donne in rappresentanza di una dozzina di nazioni, per un montepremi di 15.000 euro. Sul gradino più alto del podio sono saliti il danese Benjamin Castenskiold, campione del mondo in carica e già alla seconda vittoria stagionale, e la tedesca Marie Schlittenbauer, anche lei iridata in carica, al rientro dopo l’infortunio che le aveva fatto saltare l’apertura di Leucate. Ripercorriamo tutto: condizioni, heat, semifinali, finali e classifiche.

Tarifa e Valdevaqueros: quattro giorni di Poniente costante
La gara si è disputata sulla spiaggia di Valdevaqueros, il tratto di costa simbolo di Tarifa, all’estremità meridionale della Spagna sulla Costa de la Luz. Lo spot vive della combinazione tra due sistemi di vento opposti: il Levante, l’orientale rafficato e potente che scende dallo Stretto di Gibilterra, e il Poniente, l’occidentale più regolare e laminare che entra dall’Atlantico. È questa alternanza a rendere Tarifa un banco di prova completo, capace di offrire dallo speed run sull’acqua piatta al riding sulle onde oceaniche.
Per l’edizione 2026 la sorte ha scelto il Poniente: quattro giorni consecutivi di vento costante, esattamente la piattaforma di cui i rider avevano bisogno per esprimere il proprio repertorio migliore. Nessuna giornata persa, ladder completate in entrambe le divisioni e un livello tecnico che, secondo gli stessi organizzatori, ha fissato il riferimento per il resto della stagione. Da segnalare anche l’attenzione all’ambiente: il programma di una delle mattinate si è aperto con un incontro dedicato alla flora e alla fauna che circondano il sito di gara, un segnale di sensibilità che fa bene a tutto il movimento.

Scheda evento — Tarifa Wing Pro 2026
| Voce | Dettaglio |
| Evento | GWA Wingfoil World Cup Tarifa 2026 (Tarifa Wing Pro, 7ª edizione) |
| Disciplina | Surf-Freestyle — 2ª tappa stagionale |
| Date | 24 – 27 giugno 2026 |
| Spot | Valdevaqueros, Tarifa (Spagna) |
| Atleti al via | 28 uomini e 19 donne, circa 12 nazioni |
| Vento | Poniente costante per tutti e quattro i giorni di gara |
| Montepremi | 15.000 € |
Il contesto: due campioni del mondo con le spalle al muro
Per capire il peso specifico di questa tappa bisogna riavvolgere il nastro. La stagione Surf-Freestyle si era aperta ad aprile a Leucate, al Mondial du Vent, con condizioni di vento insolitamente leggere che avevano rimescolato le gerarchie: il campione del mondo Benjamin Castenskiold, appena quattordicenne, non aveva trovato il ritmo chiudendo soltanto nono, mentre tra le donne la spagnola Nia Suardiaz aveva firmato la sua quarta vittoria al Mondial du Vent, dopo essersi già imposta a gennaio nell’evento indoor di Boot Düsseldorf.
Ancora più delicata la situazione di Marie Schlittenbauer: la sedicenne tedesca, campionessa del mondo in carica, aveva dovuto saltare completamente Leucate per il recupero post-operatorio da un infortunio. Il regolamento GWA, che prevede lo scarto del peggior risultato, le lasciava aperta la porta del Mondiale, ma a Tarifa serviva una risposta immediata. Entrambi i detentori dei titoli arrivavano quindi in Andalusia con un solo obiettivo: rimettere in carreggiata la difesa della corona. Missione compiuta, come vedremo, nel modo più spettacolare possibile.
Surf-Freestyle: cosa premiano i giudici
Un rapido ripasso tecnico per chi arriva dal mondo kite. Nel Surf-Freestyle i rider si sfidano in heat a eliminazione su un mix di manovre aeree (rotazioni, backflip e frontflip con varianti di grab e modalità di presa dell’ala, come il Back Mode citato più avanti) e di surfata sull’onda. Ogni trick riceve un punteggio da 0 a 10 in base ad altezza, difficoltà tecnica, esecuzione e pulizia dell’atterraggio sul foil: contano i migliori tentativi, quindi ogni caduta pesa doppio, perché brucia un’occasione e costringe a rischiare di più nei tentativi successivi. È esattamente la dinamica che ha deciso, in un senso o nell’altro, quasi tutte le heat di Tarifa.
La gara maschile: il ritorno del re quattordicenne
Quarti di finale: nessun passaggio regalato
Il tabellone maschile era zeppo di giovani talenti dalla prima all’ultima posizione, e si è visto: heat combattutissime a ogni turno. Nei quarti, Benjamin Castenskiold e il francese Axel Gerard hanno avuto la meglio in un confronto serrato su Lukas Lam e Luca Vuillermet. Chris MacDonald, campione del mondo 2024 e riferimento tecnico assoluto della disciplina, è avanzato con autorità, seguito a ruota da Franz Schlittenbauer — fratello di Marie, a conferma di una famiglia in missione.
L’italiano Rocco Makana e il francese Sacha Pallier hanno eliminato Noe Cuyala e Kalle Dinant, mentre l’ultimo quarto è stato un monologo dell’austriaco Tom Acherer: una heat incendiaria da 26,57 punti complessivi ha spedito lui e Malo Guenole direttamente in semifinale.
Semifinali: si decide tutto sulle cadute
Le semifinali si sono giocate sul filo dei decimi. Nella prima, MacDonald e Castenskiold hanno preso un piccolo margine a metà heat, con Pallier e Guenole attaccati a poche frazioni di punto. La situazione è rimasta congelata fino agli ultimi tentativi, quando entrambi i francesi sono caduti nel momento decisivo, consegnando agli avversari i due pass per la finale. È la fotografia perfetta del Surf-Freestyle moderno: chi insegue deve alzare il coefficiente di rischio, e il rischio, su trick da 8-9 punti, si paga.
La seconda semifinale si è aperta con una dichiarazione d’intenti di Rocco Makana: due punteggi consecutivi sopra quota 8 lo hanno messo subito al comando. A metà heat guidavano Gerard e Makana, ma Tom Acherer ha trovato la marcia in più nel finale, rubando la leadership al momento giusto e qualificandosi insieme all’italiano. Fuori, entrambi per una manciata di decimi, Franz Schlittenbauer e Axel Gerard.
La finale: il secondo 9 di Castenskiold chiude i conti
La finale è stata all’altezza dell’occasione: spiaggia di Valdevaqueros gremita, quattro finalisti affamati. MacDonald, Makana e Castenskiold sono partiti fortissimo, tutti con punteggi complessivi oltre i 20 punti già nei primi tentativi, mentre Acherer ha pagato due cadute consecutive in avvio che lo hanno costretto all’inseguimento. Poi il colpo del campione: Castenskiold ha inchiodato il suo secondo trick da oltre 9 punti della heat, spostando gli equilibri in maniera definitiva. Negli ultimi tentativi MacDonald e Makana erano vicini tra loro, ma il danese era ormai irraggiungibile: prestazione dominante, vittoria senza appello e titolo di tappa che vale doppio, perché arriva sul percorso di difesa del Mondiale ed è già il secondo successo stagionale del quattordicenne.
Risultati finali maschili — GWA Tarifa 2026
| Pos. | Atleta | Nazione |
| 1º | Benjamin Castenskiold | Danimarca (DEN) |
| 2º | Christopher MacDonald | Stati Uniti (USA) |
| 3º | Tom Acherer | Austria (AUT) |
| 4º | Rocco Makana | Italia (ITA) |
Eliminati in semifinale, e quindi appena fuori dalla finale a quattro: Sacha Pallier (FRA), Malo Guenole (FRA), Franz Schlittenbauer (GER) e Axel Gerard (FRA).
La gara femminile: il 9.33 che ribalta tutto
Il rientro di Schlittenbauer e il fenomeno Ginzinger
Il tabellone femminile ha messo in vetrina la profondità del talento emergente del wingfoil. La copertina dei quarti se l’è presa Sofia Ginzinger: 13 anni, in gara nelle acque di casa, ha totalizzato 17,83 punti guadagnandosi la semifinale e la conferma definitiva del suo status di predestinata. L’altra grande protagonista di giornata è stata proprio Marie Schlittenbauer, che al rientro dall’infortunio ha ripreso esattamente da dove aveva lasciato: 26,87 punti e un messaggio chiarissimo a tutte le rivali. In mezzo, la furia agonistica di Nia Suardiaz, capace di infiammare il pubblico di Valdevaqueros davanti alla sua gente.
Semifinali: le padrone di casa e la sorpresa Danguy
Le semifinali sono andate in scena con Poniente perfetto e spiaggia piena. Nella prima, Nia Suardiaz ha guidato dall’inizio alla fine con l’autorità di chi gioca in casa, mentre Sofia Ginzinger le è rimasta incollata trick dopo trick: entrambe le spagnole in finale, eliminate l’austriaca Zoe Marie Schonwetter e Lilly Holzer.
La seconda semifinale ha raccontato un’altra storia. Marie Schlittenbauer ha aperto con un trick da 8 punti, poi una serie di tentativi falliti ha rimesso tutto in discussione, prima che un Back Mode eseguito con grande determinazione la riportasse in vetta. Al suo fianco è avanzata la francese Milla Danguy, autrice di una delle heat più pulite dell’intera giornata: trick solido dopo trick solido, e prima finale in carriera conquistata. Si sono fermate in semifinale le due italiane Allegra Caffi e Sofia Marchetti.
La finale: fuori dal podio a campionessa in un solo trick
La finale femminile aveva tutto: il pubblico di casa per Suardiaz e Ginzinger, una debuttante — Danguy — con un riding da veterana, e una campionessa del mondo a caccia della prima vittoria stagionale. A metà heat era proprio Milla Danguy a condurre, consistente e chirurgica, con Ginzinger solida in terza posizione e Suardiaz e Schlittenbauer in difficoltà nella conversione di diversi tentativi.
Poi, gli scambi finali. Con tutto in gioco, Marie Schlittenbauer ha scaricato un trick da 9,33 al suo ultimissimo tentativo, catapultandosi da fuori dal podio direttamente al primo posto in una sola manovra. Una chiusura da fuoriclasse assoluta, che ha ribaltato il risultato e le ha consegnato la vittoria di Tarifa: una delle finali femminili più avvincenti mai viste su questa spiaggia. Nia Suardiaz seconda, Milla Danguy terza al debutto in finale, Sofia Ginzinger quarta.
Risultati finali femminili — GWA Tarifa 2026
| Pos. | Atleta | Nazione |
| 1ª | Marie Schlittenbauer | Germania (GER) |
| 2ª | Nia Suardiaz | Spagna (ESP) |
| 3ª | Milla Danguy | Francia (FRA) |
| 4ª | Sofia Ginzinger | Spagna (ESP) |
Eliminate in semifinale: Zoe Marie Schonwetter (AUT), Lilly Holzer (AUT), Allegra Caffi (ITA) e Sofia Marchetti (ITA).

L’Italia a Tarifa: Makana in finale, Caffi e Marchetti tra le migliori otto
Per i colori azzurri quella andalusa è stata una tappa da incorniciare. Rocco Makana ha condotto una campagna di altissimo profilo: quarti superati eliminando avversari di peso, una semifinale aperta con due trick sopra gli 8 punti e una finale iniziata oltre quota 20, chiusa al quarto posto assoluto solo dietro a tre mostri sacri della disciplina. Al di là del piazzamento, è la qualità del riding a impressionare: ampiezza nelle rotazioni, gestione dell’ala e continuità nei landing che lo collocano stabilmente nell’élite mondiale.
In campo femminile, Allegra Caffi e Sofia Marchetti hanno raggiunto entrambe la semifinale, arrendendosi soltanto alla campionessa del mondo Schlittenbauer e a una Danguy in stato di grazia. Tre azzurri tra i migliori otto al mondo nella stessa tappa: un segnale forte sulla salute del movimento wingfoil italiano, che cresce a vista d’occhio anche nelle categorie giovanili.
Wingfoil World Cup Tarifa – Il Video
Verso Gran Canaria: la corsa ai titoli resta apertissima
Con la seconda vittoria stagionale, Castenskiold ha rimesso le mani sul volante della classifica generale dopo il passo falso di Leucate, ma la concorrenza — da MacDonald ad Acherer, passando per la nuova ondata francese — resta a distanza di attacco. Tra le donne, il successo di Schlittenbauer riapre completamente i giochi con Suardiaz, finora la rider più costante dell’anno, in un duello che promette scintille da qui a fine stagione.
Il circuito si sposta ora a Gran Canaria, sullo spot di El Burrero: la stessa arena dove un anno fa furono incoronati i campioni del mondo Surf-Freestyle in carica. Novità importante del 2026, alla tappa canaria si aggiungerà anche la disciplina FreeFly-Slalom, per una settimana di gare ancora più ricca. Se Tarifa è stata l’antipasto, c’è da leccarsi i baffi.
Il nostro commento: la generazione dei teenager ha preso il largo
Il dato che salta all’occhio, prima ancora dei punteggi, è l’anagrafe. Il vincitore maschile ha 14 anni, la vincitrice femminile 16, la rivelazione dei quarti 13. Non è un caso isolato: è la conseguenza diretta della traiettoria tecnica del wingfoil, una disciplina giovanissima in cui materiali e gesti evolvono così in fretta che chi cresce oggi sul foil parte senza schemi da disimparare. Ali sempre più leggere e rigide, tavole compatte ad alto volume distribuito e front wing ad alto allungamento hanno abbassato drasticamente la soglia d’ingresso alle rotazioni aeree, e i ragazzini ci si sono buttati dentro senza paura.
La seconda lezione di Tarifa è tattica, e vale per chiunque faccia agonismo negli sport da vento: la gestione dei tentativi decide le heat più dei singoli trick. Pallier e Guenole erano a frazioni di punto dalla finale e sono usciti su due cadute negli ultimi scambi; Schlittenbauer ha vinto perché ha avuto la freddezza di tenersi il trick della vita per l’ultimo tentativo, quando non c’era più nulla da proteggere. È la stessa logica che alleniamo nei percorsi di coaching: capire quando consolidare un punteggio e quando alzare il rischio è un’abilità che si costruisce, non un colpo di fortuna. Ultima nota, la più bella: tre italiani tra i migliori otto al mondo. Il wingfoil tricolore c’è, cresce e ha una generazione pronta a giocarsi le finali. Per chi guarda queste immagini e sente il richiamo del foil, la strada è più accessibile di quanto sembri: si parte dal controllo dell’ala a terra, si passa al volo assistito e, con il giusto percorso didattico, i primi bordi planati arrivano in poche ore d’acqua. Il resto — come dimostrano i teenager di Valdevaqueros — è solo questione di ore di volo.
Photo: GWA Wing Foil World Tour




